Rigenerazione urbana, modelli italiani ed europei a confronto

Il 26 e 27 febbraio si è svolto a Modena, al Teatro San Carlo, un convegno internazionale dedicato al tema della rigenerazione urbana. Il convegno, promosso da Fondazione Cassa di Risparmio, Comune di Modena e Università di Modena e Reggio Emilia, ha messo a confronto esperienze europee e italiane di recupero e riqualificazione di aree dismesse ed edifici storici. Tra i casi europei quello dell’Hospital della Santa Creu i Sant Pau di Barcellona e la Tabakfabrik di Linz. Tra i casi italiani il complesso San Domenico di Forlì e naturalmente l’ex Ospedale Sant’Agostino di Modena, uno degli esempi di rigenerazione urbana più interessanti a livello italiano ed europeo.

Utili indicazioni sono venute, al termine della seconda giornata di lavori, dalla tavola rotonda dedicata al tema degli investimenti in cultura, condotta da Massimiliano Panarari del quotidiano La Stampa. Ne hanno dibattuto il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena Andrea Landi; Alessandro Rubini della Fondazione Cariplo; Monica Calcagno dell’Università Ca’ Foscari di Venezia; Fabio Sgaragli della Fondazione Brodolini; Antonio Rigon della società Sinloc. Quest’ultimo, in particolare, ha sottolineato il ruolo decisivo dei processi di rigenerazione urbana nel rendere più attrattive le città sia per i finanziatori che per il capitale umano.

La rigenerazione urbana va quindi concepita come un progetto complesso che non si limita a singole aree ma investe tutte le strutture del territorio, dai servizi alla mobilità. Così come – è stato sottolineato da molti – il progetto del Polo culturale Santagostino deve riguardare non solo l’ex Ospedale ma anche la piazza e il Palazzo dei Musei. Il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Andrea Landi ha parlato di “coraggio” a proposito della scelta di realizzare un progetto così complesso e impegnativo nonostante i “lacci e lacciuoli” che nel nostro Paese ostacolano i piani di rigenerazione urbana. Tutto, ha detto Landi, anche un progetto di altissimo valore culturale come quello del Polo Santagostino, può essere vanificato da un ricorso al Tar o dall’intervento di una Procura.

E di una normativa ormai inadeguata a tenere il passo delle trasformazioni in corso, sia a livello nazionale che regionale, ha parlato nella sua introduzione anche l’assessore all’urbanistica del Comune Anna Maria Vandelli che ha sollecitato, al più presto, un intervento della Regione. La sollecitazione è stata raccolta dal Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che si è impegnato a portare in giunta il tema di una riforma della legge regionale 20 sull’uso del territorio.