Tecnopolo, un ponte tra aziende e università

Nella nuova struttura, realizzata all’interno del Campus di Ingegneria dell’Università di Modena, lavorano trecento ricercatoriLeggi altro ›

Quasi trecento ricercatori al lavoro, una decina di spin off universitari, ma soprattutto porte aperte alle imprese. È il Tecnopolo di Modena, il luogo pensato dalla Regione per far incontrare le aziende e i laboratori universitari, generando innovazione e quel salto di qualità di cui il nostro tessuto produttivo ha bisogno per rafforzare la propria competitività e agganciare stabilmente la ripresa.                                                               

Il Tecnopolo, realizzato all’interno del Campus di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università di Modena, ha richiesto un investimento di 5 milioni e 700 mila euro. Risorse provenienti in gran parte da fondi europei messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna. Un sostegno al progetto è venuto anche dall’Università, dalla Camera di Commercio e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena che ha contribuito con 345 mila euro.

Dal Tecnopolo si potrà avere accesso ai laboratori dei centri interdipartimentali Intermech-MORE per la meccanica avanzata, Softech-ICT per le tecnologie dell’informazione e al Centro interdipartimentale di Medicina Rigenerativa e Cellule Staminali “Stefano Ferrari” (CIDSTEM). All’interno del Tecnopolo, comprendente anche spazi ricavati dall’ampliamento dei Laboratori Pesanti del DIEF, avranno sede anche un incubatore per spin off universitari e la Fondazione Democenter, cui spetterà il compito di accogliere le imprese per comprenderne i bisogni e individuare finanziamenti e opportunità.

Il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena Andrea Landi prende la parola all'inaugurazione del Tecnopolo

Il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena Andrea Landi prende la parola all’inaugurazione del Tecnopolo

I lavori per la realizzazione del Tecnopolo sono iniziati nel settembre del 2012 e si sono conclusi nel maggio del 2014. Gli interventi sono progettati e realizzati rispettando le più aggiornate normative antisismiche; sono stati introdotte alcune soluzioni particolarmente innovative di risparmio energetico: cool roof che ha permesso di abbattere del 90 per cento l’assorbimento della radiazione solare; impianto fotovoltaico in copertura; facciata ventilata; sensori di presenza in tutti i locali ai quali sono collegati gli impianti d’illuminazione e climatizzazione.

La Fondazione Democenter ha tra i suoi soci fondatori anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, assieme alle altre Fondazioni di origine bancaria della provincia di Modena. Per ogni euro di risorse pubbliche la Fondazione Democenter ne restituisce 39 al territorio. Questo volano positivo ha prodotto in un anno risorse per imprese e università, per progetti di innovazione, pari a 12,2 milioni (27,7 nel biennio); 240 nuovi posti di lavoro, qualificati e di alta professionalità, quasi esclusivamente per giovani laureati; un sostegno concreto per 137 start up, che hanno utilizzato i servizi degli incubatori e della nostra rete per crescere e affermarsi sul mercato.

Il Tecnopolo modenese si aggiunge alla Rete Alta Tecnologia e dei Tecnopoli regionale, coordinata da Aster e costituita da 11 Tecnopoli, 36 laboratori di ricerca industriale, 41 laboratori e 11 centri per l’innovazione. “Con il nuovo Tecnopolo – dichiara il Sindaco Gian Carlo Muzzarelli – si rafforza l’integrazione tra il mondo della ricerca e dell’università e quello delle imprese: una necessità per la crescita di questo territorio, che per noi è un obiettivo irrinunciabile. Rilanceremo Modena attraverso investimenti mirati e forti su cultura e sapere”.