Motori, Modena può diventare hub dell’innovazione

Un convegno sul futuro del distretto dell’automotive rilancia l’idea di un’Academy di alta formazione che sia punto di riferimento nel mondoLeggi altro ›

Il distretto modenese dell’automotive, con i suoi grandi marchi e il suo indotto di 190 aziende, fattura 7 miliardi di euro, impiega 11 mila addetti (dati del 2013) e genera un fabbisogno di 380 ingegneri l’anno per i prossimi tre anni. Un fabbisogno che il sistema Modena riesce a soddisfare solo in parte, limitando in questo modo la competitività e le possibilità di sviluppo dell’intero comparto. E’ quanto emerge da una ricerca finanziata da Confindustria Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Camera di Commercio, in collaborazione con Democenter, presentata nei giorni scorsi al Tecnopolo di Ingegneria.

“Se l’automotive modenese vuole continuare a competere – commenta il presidente della Fondazione Paolo Cavicchioli – deve innanzitutto investire in conoscenza, concentrando risorse nella filiera della formazione, dalla scuola superiore ai master universitari. Questo all’interno di una strategia più complessiva che si ponga come obiettivi anche una maggiore attrattività del territorio, un accesso più facile ai finanziamenti pubblici e privati, un potenziamento delle infrastrutture per didattica e ricerca. Serve dunque – prosegue Cavicchioli – una strategia di sistema dove ognuno faccia la sua parte. Noi faremo la nostra,  mettendo a disposizione della comunità non solo risorse ma progettualità e innovazione, sia nell’approccio ai problemi che negli strumenti per la loro soluzione”.

Giacomo Mori, managing director di Alix Partners, la società che ha curato la ricerca, mette in evidenza il gap strutturale tra fabbisogno di risorse umane e numero di laureati in ingegneria che escono ogni anno dall’università di Modena e Reggio. Patrizio Bianchi, assessore regionale  all’università e alla ricerca, rilancia l’idea di una Academy della motoristica a Modena, un centro di alta formazione dell’automotive che sia punto di riferimento europeo e mondiale per tutti coloro che fanno innovazione nel settore auto. Idea condivisa anche dal sindaco di Modena Muzzarelli e dall’assessore alle attività produttive della Regione Palma Costi.

Fare di Modena un hub dell’innovazione nel settore dell’automotive diventa un obiettivo fondamentale nel momento in cui il trend dell’industria automobilistica mondiale punta sui motori ibridi ed elettrici, sulla connettività e sulla mobilità “senza conducente”. Sviluppare la ricerca in questa direzione significa avere a disposizione un numero adeguato non solo di ingegneri meccanici ma anche e soprattutto di ingegneri elettrici, informatici ed elettronici. Un trend – ha sottolineato Nicola Boari, direttore marketing prodotto della Ferrari auto – che sta procedendo a grande velocità e impatta in maniera radicale il modo di concepire e di produrre le auto.