Rassegna stampa
POLO CULTURALE: 66 MILIONI DI EURO
di Stefano Luppi
Lavori dal 2011 al 2014 per musei, biblioteche e centro universitario
Gazzetta di Modena, 29/07/2009
di Stefano Luppi
Lavori dal 2011 al 2014 per musei, biblioteche e centro universitario
Gazzetta di Modena, 29/07/2009
Nel 2014 sarà pronto il fiore all’occhiello della cultura modenese, l’ex ospedale Sant’Agostino. Dopo il restauro, il cui bando di preselezione internazionale è stato presentato dalla Fondazione Crmo, ospiterà biblioteche, musei, librerie, centro universitario. L’appalto entro la metà del 2011: un investimento di 50 milioni di euro, oltre ai 16 spesi per l’acquisto dei 24mila metri quadrati.
«L’avventura dell’importante restauro dell’ospedale Vecchio - ricorda il presidente della Fondazione Crmo Andrea Landi - continua e ora dopo il protocollo del novembre 2007 tra noi, il Comune e il ministro Rutelli passiamo alla fase operativa. Prima la preselezione dei progetti che durerà fino al 21 settembre: gli studi devono manifestare l’interesse per la riqualificazione edilizia della parte non monumentale e di quella monumentale dello strategico “nuovo luogo della cultura”. Nell’autunno il comitato tecnico (insieme ad altri esperti ancora non comunicati, ndr) sceglierà dai 5 ai 15 progetti internazionali e a loro chiederemo soluzioni progettuali ed economiche per l’ex ospedale. Dopodichè entro il novembre 2010, perché allora scadranno i vertici della Fondazione, avverrà la scelta definitiva del progettista e si passerà ai progetti esecutivi e all’appalto per il cantiere».
Come si vede un “cronoprogramma” velocissimo per un’operazione di questa tipologia che nel giro di quattro anni dovrà restituire il Sant’Agostino ristrutturato e pronto ad essere “riempito” con gli enti culturali oggi in parte collocati nel Palazzo dei Musei, sempre più stretto per tutti. Le destinazioni d’uso previste ne fanno in sostanza un necessario doppio del prospiciente Palazzo dei Musei: in questo modo resta salda - solo adeguata ai tempi e agli spazi odierni dopo oltre un secolo - l’innovativa idea culturale-amministrativa che alla fine del XIX secolo ha concentrato le collezioni ex ducali e civiche nell’ex Albergo dei Poveri. Al Sant’Agostino infatti è previsto un polo della lettura con le biblioteche Estense e Poletti - quest’ultima purtroppo sarà “staccata” dal proprio atrio di inizio ‘900, forse è la scelta più dolorosa - e il Centro di documentazione della Fondazione che coprirà circa 8mila metri quadri.
«E’ una grande occasione logistica - ricordano la direttrice regionale Carla Di Francesco e Luca Belligeri, direttore della biblioteca d’origine ducale nel ‘400 - che permetterà l’allargamento dell’istituto e l’aumento dei servizi».
L’area espositiva, che a lungo andare sostituirà quella al Foro Boario, sarà di 2mila metri, mentre un po’ di più serviranno per il centro di fotografia contemporanea con la collezione che il critico Filippo Maggia sta organizzando dal 2007. Spazi anche per l’Università con il Centro per internazionalizzazione e il centro linguistico (altri 2000 mq), oltre a bar, ristorante, libreria, negozi e una foresteria con 20-25 alloggi per docenti e ricercatori universitari. Entusiasta il sindaco Pighi: «Grazie all’acquisto dell’immobile la fondazione ci ha permesso di creare l’ospedale di Baggiovara e ora arriva il super centro culturale; mi dispiace solo che una parte della politica modenese non abbia colto l’ambizione di questa idea, visto che il libro e la fotografia sono alla base della formazione dei giovani di oggi».
Alla fine dunque si è scelto un maxiconcorso privato - scelta forse migliore, rispetto all’affidamento diretto, anch’esso possibile, all’ennesima archistar di grido - che avrà un costo dei lavori di circa quaranta milioni di euro e un valore di incaricato di ulteriori due milioni. La palla passa allora ai progettisti interessati e chissà che non decida di partecipare anche Guido Canali, autore anni fa per Confindustria, di un progetto per piazza Sant’Agostino, ma soprattutto autore a Siena e Parma di restauri di grandi immobili storici assimilabili a quello modenese.
«L’avventura dell’importante restauro dell’ospedale Vecchio - ricorda il presidente della Fondazione Crmo Andrea Landi - continua e ora dopo il protocollo del novembre 2007 tra noi, il Comune e il ministro Rutelli passiamo alla fase operativa. Prima la preselezione dei progetti che durerà fino al 21 settembre: gli studi devono manifestare l’interesse per la riqualificazione edilizia della parte non monumentale e di quella monumentale dello strategico “nuovo luogo della cultura”. Nell’autunno il comitato tecnico (insieme ad altri esperti ancora non comunicati, ndr) sceglierà dai 5 ai 15 progetti internazionali e a loro chiederemo soluzioni progettuali ed economiche per l’ex ospedale. Dopodichè entro il novembre 2010, perché allora scadranno i vertici della Fondazione, avverrà la scelta definitiva del progettista e si passerà ai progetti esecutivi e all’appalto per il cantiere».
Come si vede un “cronoprogramma” velocissimo per un’operazione di questa tipologia che nel giro di quattro anni dovrà restituire il Sant’Agostino ristrutturato e pronto ad essere “riempito” con gli enti culturali oggi in parte collocati nel Palazzo dei Musei, sempre più stretto per tutti. Le destinazioni d’uso previste ne fanno in sostanza un necessario doppio del prospiciente Palazzo dei Musei: in questo modo resta salda - solo adeguata ai tempi e agli spazi odierni dopo oltre un secolo - l’innovativa idea culturale-amministrativa che alla fine del XIX secolo ha concentrato le collezioni ex ducali e civiche nell’ex Albergo dei Poveri. Al Sant’Agostino infatti è previsto un polo della lettura con le biblioteche Estense e Poletti - quest’ultima purtroppo sarà “staccata” dal proprio atrio di inizio ‘900, forse è la scelta più dolorosa - e il Centro di documentazione della Fondazione che coprirà circa 8mila metri quadri.
«E’ una grande occasione logistica - ricordano la direttrice regionale Carla Di Francesco e Luca Belligeri, direttore della biblioteca d’origine ducale nel ‘400 - che permetterà l’allargamento dell’istituto e l’aumento dei servizi».
L’area espositiva, che a lungo andare sostituirà quella al Foro Boario, sarà di 2mila metri, mentre un po’ di più serviranno per il centro di fotografia contemporanea con la collezione che il critico Filippo Maggia sta organizzando dal 2007. Spazi anche per l’Università con il Centro per internazionalizzazione e il centro linguistico (altri 2000 mq), oltre a bar, ristorante, libreria, negozi e una foresteria con 20-25 alloggi per docenti e ricercatori universitari. Entusiasta il sindaco Pighi: «Grazie all’acquisto dell’immobile la fondazione ci ha permesso di creare l’ospedale di Baggiovara e ora arriva il super centro culturale; mi dispiace solo che una parte della politica modenese non abbia colto l’ambizione di questa idea, visto che il libro e la fotografia sono alla base della formazione dei giovani di oggi».
Alla fine dunque si è scelto un maxiconcorso privato - scelta forse migliore, rispetto all’affidamento diretto, anch’esso possibile, all’ennesima archistar di grido - che avrà un costo dei lavori di circa quaranta milioni di euro e un valore di incaricato di ulteriori due milioni. La palla passa allora ai progettisti interessati e chissà che non decida di partecipare anche Guido Canali, autore anni fa per Confindustria, di un progetto per piazza Sant’Agostino, ma soprattutto autore a Siena e Parma di restauri di grandi immobili storici assimilabili a quello modenese.
