Rassegna stampa
QUI SIAMO AL CENTRO DELLA RICERCA
di VALERIA SELMI
Inaugurata la struttura dedicata allo studio sulle cellule staminali
Il Resto del Carlino - MO, 28/10/2008
Questo articolo si riferisce all'attività: A Modena un Centro Ricerche in Medicina Rigenerativa
di VALERIA SELMI
Inaugurata la struttura dedicata allo studio sulle cellule staminali
Il Resto del Carlino - MO, 28/10/2008
CON 50 ricercatori, tremila metri quadrati di superficie (dei quali la metà a contaminazione controllata) e 22 camere sterili, è la struttura più avanzata al mondo per la ricerca e le applicazioni terapeutiche delle cellule staminali epiteliali. Con questo biglietto da visita il Centro di Medicina Rigenerativa ‘Stefano Ferrari’ (via Gottardi 100) dell’università di Modena e Reggio Emilia — inaugurato ieri alla presenza del ministro della Salute Maurizio Sacconi e del presidente della Regione Vasco Errani — lancia una sfida: curare malattie devastanti, che non hanno alternativa terapeutica.
«I CAMPI di applicazione del Centro— ha spiegato il direttore, il professor Michele De Luca — riguardano la ricostruzione degli epiteli compromessi, quali epidermide, cornee, uretra, mucosa orale e la cura di malattie dermatologiche rare di origine genetica, come l’epidermolisi bollosa che affligge i ‘bambini farfalla’». Parte dunque da Modena un messaggio di speranza per i malati e le loro famiglie. Una speranza che è già realtà, grazie alla collaborazione con il Policlinico. Fino ad oggi sono 250 i pazienti trattati in fase di ricerca clinica. E’ il caso di Claudio, primo curato nel 2005 per epidermolisi bollosa. Come lui si stimano in Europa tra le duemila e le tremila persone che possono potenzialmente beneficiare dei risultati avanzati dalla ricerca. «E’ una struttura unica che ci rende orgogliosi», dice il sindaco Giorgio Pighi. E unico è anche il design dell’edificio che porta la firma dello studio Zpz Partners. In empatia con l’attività che ospita, le geometrie dell’involucro, ‘a pelle di giraffa’, si basano sulle formule matematiche che regolano la morfogenesi dei tessuti animali.
IL CENTRO è stato interamente finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, che ha investito 13 milioni di euro. «Si tratta — spiega Antonio Landi, presidente della Fondazione — dell’intervento più importante che abbiamo realizzato negli ultimi anni nel campo della ricerca». Ed è stata la Fondazione stessa a seguire i lavori, iniziati nel 2005 e finiti lo scorso dicembre. Il Centro, già operativo e in fase di certificazione, sarà a pieno regime tra un anno, un anno e mezzo.
IL PROGETTO che si è concretizzato rappresenta l’ultimo passo di un percorso che ha visto l’università di Modena e Reggio sempre in prima linea; nel 2004 è nata la facoltà di Bioscienze Biotecnologie di cui il professor Stefano Ferrari è stato preside. Ed è proprio al professor Ferrari, recentemente scomparso, che il centro è dedicato. «Ferrari — queste le parole del Rettore Gian Carlo Pellacani — tra i primi ha compreso il valore strategico e l’importanza di impegnare l’ateneo in un progetto capace di riunire esigenze della ricerca, sperimentazione, applicazione dei risultati e trasferimento dei medesimi, creando una sinergia tra università e imprese».
IL CENTRO non sarà solo ricerca (terapia cellulare, coordinata dalla professoresa Graziella Pellegrini e terapia genica, coordinata dal professor Fulvio Mavilio) ma collaborerà con il mondo imprenditoriale con la creazione di ‘spin off’ universitari. Il primo risultato è la costituzione della società ‘Holostem,’ prima impresa biotech italiana votata alla distribuzione commerciale di cellule staminali per terapia avanzata. «Non c’è dubbio che questa self-factory si ponga come elemento di vertice all’interno di un sistema già eccellente», ha commentato Sacconi.
«I CAMPI di applicazione del Centro— ha spiegato il direttore, il professor Michele De Luca — riguardano la ricostruzione degli epiteli compromessi, quali epidermide, cornee, uretra, mucosa orale e la cura di malattie dermatologiche rare di origine genetica, come l’epidermolisi bollosa che affligge i ‘bambini farfalla’». Parte dunque da Modena un messaggio di speranza per i malati e le loro famiglie. Una speranza che è già realtà, grazie alla collaborazione con il Policlinico. Fino ad oggi sono 250 i pazienti trattati in fase di ricerca clinica. E’ il caso di Claudio, primo curato nel 2005 per epidermolisi bollosa. Come lui si stimano in Europa tra le duemila e le tremila persone che possono potenzialmente beneficiare dei risultati avanzati dalla ricerca. «E’ una struttura unica che ci rende orgogliosi», dice il sindaco Giorgio Pighi. E unico è anche il design dell’edificio che porta la firma dello studio Zpz Partners. In empatia con l’attività che ospita, le geometrie dell’involucro, ‘a pelle di giraffa’, si basano sulle formule matematiche che regolano la morfogenesi dei tessuti animali.
IL CENTRO è stato interamente finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, che ha investito 13 milioni di euro. «Si tratta — spiega Antonio Landi, presidente della Fondazione — dell’intervento più importante che abbiamo realizzato negli ultimi anni nel campo della ricerca». Ed è stata la Fondazione stessa a seguire i lavori, iniziati nel 2005 e finiti lo scorso dicembre. Il Centro, già operativo e in fase di certificazione, sarà a pieno regime tra un anno, un anno e mezzo.
IL PROGETTO che si è concretizzato rappresenta l’ultimo passo di un percorso che ha visto l’università di Modena e Reggio sempre in prima linea; nel 2004 è nata la facoltà di Bioscienze Biotecnologie di cui il professor Stefano Ferrari è stato preside. Ed è proprio al professor Ferrari, recentemente scomparso, che il centro è dedicato. «Ferrari — queste le parole del Rettore Gian Carlo Pellacani — tra i primi ha compreso il valore strategico e l’importanza di impegnare l’ateneo in un progetto capace di riunire esigenze della ricerca, sperimentazione, applicazione dei risultati e trasferimento dei medesimi, creando una sinergia tra università e imprese».
IL CENTRO non sarà solo ricerca (terapia cellulare, coordinata dalla professoresa Graziella Pellegrini e terapia genica, coordinata dal professor Fulvio Mavilio) ma collaborerà con il mondo imprenditoriale con la creazione di ‘spin off’ universitari. Il primo risultato è la costituzione della società ‘Holostem,’ prima impresa biotech italiana votata alla distribuzione commerciale di cellule staminali per terapia avanzata. «Non c’è dubbio che questa self-factory si ponga come elemento di vertice all’interno di un sistema già eccellente», ha commentato Sacconi.
Questo articolo si riferisce all'attività: A Modena un Centro Ricerche in Medicina Rigenerativa
