La storia di Hassan, salvato grazie alle cellule staminali

Un bimbo guarito grazie alla terapia genica messa a punto nel Centro di Medicina Rigenerativa di ModenaLeggi altro ›

La prestigiosa rivista scientifica “Nature” pubblica nel suo ultimo numero la storia di uno straordinario successo scientifico e umano: Hassan, un piccolo profugo siriano affetto da una malattia genetica della pelle, è stato salvato grazie alle cellule staminali coltivate nel Centro di Medicina Rigenerativa di Modena. Il nome scientifico della malattia è Epidermolisi Bollosa (EB) ed è dovuta ad un difetto nei geni deputati alla produzione delle proteine responsabili dell’adesione dell’epidermide al derma.

Quando nel 2015 Hassan è arrivato al centro ustioni dell’Ospedale di Bochum, in Germania, i medici lo hanno posto in coma farmacologico per rendere sopportabili i dolori dovuti alla perdita della quasi totalità della pelle e alle infezioni da questa scatenate. Quindi si sono messi in contatto con il Centro di Medicina Rigenerativa di Modena che già allora disponeva di un laboratorio autorizzato alla produzione di lembi di epidermide geneticamente corretta per uso umano.

Con la collaborazione della Prof.ssa Graziella Pellegrini, Coordinatrice della Terapia Cellulare al Centro di Modena, il chirurgo plastico Tobias Hirsch ha eseguito a Bochum, tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, tre interventi chirurgici sul piccolo Hassan fino a sostituirgli quasi interamente l’epidermide con i lembi geneticamente corretti coltivati a Modena.

 “Già dopo poche settimane dai primi interventi le condizioni cliniche del paziente erano significativamente migliorate – dichiara il Prof. Hirsche dopo pochi mesi il bambino è stato dimesso e ha potuto tornare a scuola”. “Ora conduce una vita normale, svolgendo le attività tipiche della sua età, incluso correre e giocare a pallone, e ad ogni controllo la sua pelle appare stabile e non ha più sviluppato nessuna bolla o lesione” aggiunge il  Prof. Rothoeft.

Da più di trent’anni il Prof. Michele De Luca, Direttore del Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia, coltiva in laboratorio cellule staminali epidermiche, grazie ad una tecnica appresa negli Stati Uniti e applicate inizialmente come trattamento salvavita su centinaia di pazienti con ustioni di terzo grado e poi, dopo averle geneticamente corrette, in sperimentazioni cliniche di terapia genica per l’Epidermolisi Bollosa.

Il Centro di Medicina Rigenerativa – spiega il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena Paolo Cavicchioliè uno dei maggiori interventi sinora sostenuti  dalla Fondazione che, grazie alla lungimiranza della precedente consiliatura, lo ha finanziato interamente con un impegno di oltre 13 milioni di euro. Tutto questo è stato possibile – aggiunge Cavicchioli – grazie a un modello virtuoso di collaborazione tra la città, la Fondazione e l’Università di Modena e Reggio Emilia, alla quale va il merito di aver consolidato in pochi anni un forte interesse nei confronti della sperimentazione biomedica”.

Il lavoro pubblicato su Nature conferma il ruolo di primo piano che rivestono i ricercatori del nostro ateneo nel panorama internazionale della medicina rigenerativa - dichiara Angelo O. Andrisano, Rettore dell’Università di Modena e Reggio-Emilia– e l’importanza della fattiva collaborazione tra pubblico e privato, come quella che abbiamo con lo spin-off Holostem, fondato dai ricercatori di Unimore con Chiesi Farmaceutici, e con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, che ha costruito il Centro”.

Nella foto in alto: il prof. De Luca illustra alla stampa i risultati della terapia sperimentata sul bambino siriano. In secondo piano si riconoscono il Rettore Andrisano e il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Cavicchioli. Nella foto in home page: il Centro di Medicina Rigenerativa di Modena