Fondazione Fotografia, tre nuove mostre al Foro Boario

Fino all’8 maggio le personali ‘Santu Mofokeng. A Silent Solitude’, ‘Daido Moriyama in Color’ e ‘Alessio Zemoz. lo vàco-il vuoto’Leggi altro ›

Sono in corso al Foro Boario di Modena le nuove mostre di Fondazione Fotografia Modena.

Eyes Wide Shut,  Motouleng Cave Clarens (2004) © The Santu Mofokeng Foundation Courtesy Lunetta Bartz, MAKER, Johannesburg

Eyes Wide Shut, Motouleng Cave Clarens (2004)
© The Santu Mofokeng Foundation Courtesy Lunetta Bartz, MAKER, Johannesburg

A cura di Simon Njami, Santu Mofokeng. A Silent Solitude è la mostra personale del vincitore del Premio Internazionale per la Fotografia 2016, un riconoscimento nato dalla collaborazione tra Fondazione Fotografia Modena e Sky Arte HD e conferito ogni due anni a un fotografo vivente che abbia apportato un contributo determinante nel campo dell’immagine contemporanea. Il fotografo sudafricano (Johannesburg, 1956) è stato scelto per la sua capacità di “documentare la realtà sudafricana dai tempi dell’Apartheid ad oggi senza mai cedere a compromessi”. Mofokeng utilizza il mezzo fotografico come farebbe uno scrittore, raccontando non solo le asprezze, ma anche gli istanti di spensieratezza del quotidiano e le forme di aggregazione sociale. Ne sono un esempio le immagini della lunga serie “Townships” (1982-1995) e il lavoro “Train Church” (1986), un reportage su un vagone ferroviario della tratta Soweto-Johannesburg trasformato in una chiesa temporanea dai fedeli pendolari.
Daido Moriyama in Color, a cura di Filippo Maggia, illustra alcuni recenti sviluppi della ricerca fotografica svolta dal maestro giapponese della street photography, segnata dalla riscoperta del colore, attraverso una selezione di 130 fotografie realizzate tra la fine degli anni sessanta e i primi anni ottanta. Tema predominante delle immagini è la strada, luogo prediletto dall’artista. Fanno parte di questo filone a colori anche alcune rare fotografie bondage, commissionate all’artista dallo scrittore erotico giapponese Oniroku Dan, che Moriyama realizzò per pagarsi i viaggi in Europa, e altri scatti destinati all’edizione giapponese di Playboy.
Alessio Zemoz  Lo Vaco / Il Vuoto, 2012-2014  Immagine dalla serie, dittici e trittici, 50x40 cm ciascuna fotografia, stampa inkjet  Courtesy l’artista

Alessio Zemoz, Lo Vaco / Il Vuoto, 2012-2014
Immagine dalla serie. Courtesy l’artista

Alessio Zemoz. lo vàco-il vuoto, a cura di Christine Frisinghelli, è la mostra personale del vincitore del Premio Fotografia Italiana Under40. Un ibrido tra documentazione, fotografia contemporanea e ricerca scientifica di matrice antropologica, il progetto di Alessio Zemoz è dedicato al paesaggio abbandonato della Valle d’Aosta. Partendo dalla constatazione che non è possibile fotografare il vuoto, l’artista ha cercato di evocarlo attraverso una narrazione che unisce fotografie di paesaggio a fotografie di famiglia, evidenziando la relazione inscindibile tra luoghi e persone che caratterizza i territori alpini della regione. Zemoz, al tempo stesso oggetto e soggetto della ricerca, non cade mai in una rievocazione nostalgica, ma ci indica piuttosto come la scomparsa del passato conduca anche alla perdita del suo senso.

Tutte le mostre sono organizzate in partnership con UniCredit e sono accompagnate da cataloghi Skira. Rimarranno aperte fino all’8 maggio nei seguenti orari: mercoledì, giovedì e venerdì 15-19, sabato-domenica 11-19, chiuso lunedì e martedì. Biglietto d’ingresso 5 euro.  Ingresso libero ogni mercoledì e ogni prima domenica del mese (#domenicalmuseo, in collaborazione con il Mibact). Sono previste visite guidate, su prenotazione, con sconto per i soci Coop. Per informazioni: Fondazione Fotografia Modena, mostre@fondazionefotografia.org, www.fondazionefotografia.org, tel. 059 224418.

Nelle foto: in alto, particolare di un’opera di Daido Moriyama in mostra al Foro Boario; in home page: una foto di Santu Mofokeng, vincitore del Premio Internazionale per la Fotografia 2016