Chiesa di Sant’Agostino, fine dei lavori entro l’estate

Interventi di restauro e sistema antisismico per 960 mila euro finanziati da Regione e FondazioneLeggi altro ›

Si concluderanno entro l’estate i lavori di restauro e adeguamento antisismico della Chiesa di Sant’Agostino, chiusa dal 2012 a causa dei danni provocati dal terremoto. I lavori, per un importo di 960 mila euro, sono stati finanziati per 500 mila euro dalla Regione Emilia-Romagna e per circa 460 mila euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

I lavori di miglioramento antisismico comprendono interventi di riparazione, messa in sicurezza, eliminazione delle vulnerabilità della struttura e rafforzamento. È un intervento prevalentemente di tipo strutturale, realizzato tenendo conto delle caratteristiche del bene monumentale, con massima attenzione agli aspetti conservativi e di decoro dei luoghi durante tutte le fasi dei lavori.

Ad oggi sono stati ultimati i lavori di controllo dell’efficienza del controsoffitto in legno e di sostituzione degli elementi di sospensione ed è stata completata la centrale termica, con la sostituzione delle caldaie con generatori di calore a condensazione. Quasi ultimati anche i lavori di riparazione e restauro delle pedane della cantoria e gli interventi di verifica e riparazione degli stucchi.

Sono in corso i lavori di consolidamento del solaio in legno della cappella (appartamento del parroco) e le riparazioni murarie. Rimangono da realizzare le strutture metalliche volte a contrastare il ribaltamento della facciata principale e l’installazione del nuovo impianto di riscaldamento a pedane radianti. A protezione delle opere d’arte presenti nella chiesa sarà installato un impianto antifurto.

La chiesa di Sant’Agostino, di proprietà del Comune concessa in uso alla parrocchia di Sant’Agostino e San Barnaba, è di origine trecentesca ma è stata modificata in modo significativo nel Seicento quando, in occasione della morte di Francesco I, il figlio Alfonso IV decise di trasformarla nel pantheon di Casa d’Este.

L’impianto architettonico fu ideato dall’architetto di Corte Gaspare Vigarani che, prima della sua morte, nel 1663, trasmise l’incarico al capo mastro Beltrami (o Baltrami); tuttavia la Corte preferì rivolgersi ad un artista bolognese di fama, Giovanni Giacomo Monti (1620-1692). Il cantiere fu affidato ai maestri architetti Giovanni Pietro Piazza e Antonio Maria Costa.

In alto: una veduta del sottotetto della chiesa di Sant’Agostino. In home page: il cantiere all’interno della chiesa