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Dai bandi per progetti di ricerca applicata alle borse di studio per dottorati

 

Il Bando per progetti di ricerca applicata

Il fattore “innovazione” è fondamentale per poter competere sul mercato globale. Il Bando per progetti di ricerca applicata è nato per sostenere progetti di ricerca che abbiano ricadute sulla realtà territoriale in termini di innovazione e competitività. Tredici i progetti selezionati, su 39 presentati, riguardanti diversi settori di ricerca: biomedicale, energia, ambiente, agroalimentare, materiali, meccanica, economia, scienze umane, ICT. A loro è stato assegnato un finanziamento complessivo di un milione 889 mila euro messo a disposizione dalla Fondazione. La valutazione è stata affidata a una commissione esterna composta da personalità di spicco del mondo accademico e professionisti che operano nel campo della ricerca. I progetti, realizzati in collaborazione tra Università, Centri di Ricerca, imprese, enti e istituzioni del territorio, hanno il supporto tecnico e organizzativo di Democenter Sipe.

Borse di studio per dottorati di ricerca

Nel campo della formazione post-laurea, uno degli obiettivi prioritari della Fondazione è quello di favorire l’inserimento dei giovani nella ricerca universitaria. Uno degli strumenti utilizzati è quello delle borse di studio per percorsi formativi di dottorato che consentano l’acquisizione di elevate professionalità. Dal 2011 al 2015 la Fondazione ha impegnato poco meno di 5 milioni di euro per garantire la copertura di circa 300 borse di studio in 4 scuole di dottorato: Ingegneria dell’Informazione, Medicina Molecolare e Rigenerativa, Fisica e Nanoscienze, Scienze Umanistiche. La Scuola di dottorato in Ingegneria dell’Informazione prepara i giovani laureati a gestire in modo autonomo progetti di ricerca teorica e applicata. La Scuola di Dottorato di Fisica e Nanoscienze forma esperti nell’ambito della fisica della materia, delle nanoscienze e della fisica applicata. La Scuola di Dottorato in Scienze Umanistiche ha un approccio interdisciplinare con aree di ricerca che vanno dalle lingue all’antropologia filosofica. La Scuola di Dottorato in medicina molecolare e rigenerativa prepara i giovani laureati alla ricerca nel campo della biomedicina.

Il progetto Ager

Ager è un progetto di sviluppo della ricerca scientifica nel settore dell’agroalimentare promosso da 16 fondazioni di origine bancaria tra cui anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Dal 2008 a oggi sono stati finanziati progetti di ricerca per 27 milioni di euro riguardanti diversi settori dell’agroalimentare: cerealicoltura, vite, ortofrutta, zootecnia, energie alternative e biomasse. Altri 7 milioni 220 mila euro andranno a finanziare i nuovi progetti presentati a partire dal 2014. In questi anni sono stati coinvolti 36 enti, 94 gruppi di ricerca e 54 esperti internazionali che hanno valutato i progetti. Il 30 ottobre 2015 scadrà il termine per candidare i progetti sui bandi presentati il 16 luglio e, in data ancora da definire, è prevista l’uscita degli altri bandi che finanzieranno progetti per l’agricoltura di montagna ed i prodotti caseari, le cui linee di ricerca sono ancora in via di definizione. La Fondazione Cassa di Risparmio di Modena ha sostenuto la seconda fase del progetto con un contributo di 600 mila euro ripartiti in tre anni.

Il Centro di medicina rigenerativa

Tra i numerosi interventi promossi in questi anni  a sostegno della ricerca scientifica, quello di maggior rilievo è sicuramente il Centro Ricerche in Medicina Rigenerativa. Inaugurato nel 2008, il Centro è una struttura all’avanguardia a livello europeo. Svolge attività di ricerca e didattica su cellule staminali adulte per la produzione di lembi di tessuto destinati ad applicazioni cliniche (trapianti di cornea, terapia genica di malattie genetiche dell’epidermide e degli occhi, trattamento di diverse patologie cutanee). L’investimento complessivo, a carico della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, è stato di oltre 13 milioni di euro.