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Chiesa di San Vincenzo (2001)

Ecclesia Divi Vincentii

Anno di delibera: 2001

E´ stato presentato giovedì 5 aprile 2001 presso l´Aula Magna del Palazzo Ducale di Modena, oggi sede dell´Accademia Militare, il terzo volume della collana "Monumenti Modenesi" La chiesa di San Vincenzo Ecclesia Divi Vincentii promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena è iniziata con due opere dedicate ai due principali monumenti cittadini, Domus Clari Geminiani. Il Duomo di Modena e Il Palazzo Ducale di Modena. Regia mole maior animus.

Anche questo terzo volume è stato progettato da Elena Corradini, direttore archeologo, che lo ha curato insieme con il soprintendente regionale, architetto Elio Garzillo e con l´architetto Graziella Polidori, con la consulenza della professoressa Claudia Conforti dell´Università di Roma Tor Vergata e con la collaborazione organizzativa della Dr.ssa Maria Concetta Pezzuoli Segretario Generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

La realizzazione di questa opera sulla chiesa di San Vincenzo, voluta dai Chierici Regolari Teatini all´inizio del Seicento, si inserisce nell´articolata attività di valorizzazione del patrimonio culturale modenese promossa dalla Fondazione e testimonia egregiamente i risultati di un complesso intervento di recupero e restauro dell´intero edificio di recente terminato, organizzato e finanziato interamente dalla Fondazione stessa, già documentato in un video realizzato in occasione della riapertura al pubblico della chiesa alla metà di settembre dello scorso anno.

La chiesa di San Vincenzo è stata riconsegnata non solo a Modena e ai modenesi ma a tutti coloro che vorranno ripercorrere un suggestivo itinerario tra raffinatezza ed eleganti sinuosità delle espressioni artistiche seicentesche e austere raffigurazioni ottocentesche che introducono il visitatore alla singolare cappella mortuaria estense annessa alla chiesa, dove il visitatore è circondato dalla memoria dei Duchi d´Este, delle loro consorti e dei loro figli che con i loro nomi e le loro presenze ricordano due secoli e mezzo di storia cittadina, da quando Modena, con Francesco I, era capitale del Ducato estense fino alla restaurazione degli inizi dell´Ottocento con l´arciduca Francesco IV d´Austria Este.

La lettura della chiesa si articola in venti saggi a cui si aggiungono tre accurate appendici di documenti, frutto di approfondite ricerche di capaci studiosi che attraverso molti documenti fino ad ora sconosciuti ricostruiscono le vicende architettoniche e decorative della chiesa dei Teatini, che fin dal momento della sua costruzione fu individuata come luogo privilegiato della devozione della Casa d´Este: alla sua realizzazione e decorazione parteciparono architetti, artisti, scultori, pittori, decoratori attivamente impegnati nelle due eleganti residenze estensi seicentesche quali il palazzo ducale di Modena e quello di Sassuolo. Peculiarità del volume, come per gli altri due della collana, è l´articolarsi dei saggi all´interno di un percorso di visita dettagliato organizzato da Elena Corradini che, attraverso un ricco corredo di immagini fotografiche appositamente realizzate dopo il restauro e suddivise in nove segmenti, dalla facciata prosegue all´interno della chiesa procedendo dall´aula centrale, visitando le cappelle e esaminando con attenzione l´elegantissimo ciborio dell´altare maggiore, senza trascurare i monumenti funerari estensi, per concludersi nella cappella, non senza avere gettato lo sguardo su alcuni raffinati oggetti devozionali, testimonianze di riti che hanno animato la vita dell´edificio di culto.

Importanti e inedite rarità sono le suggestive immagini della chiesa prima del bombardamento del 13 maggio 1944 con la sua elegante cupola affrescata da Sigismondo Caula a partire dal 1650, con l´abside in cui erano dipinte le storie del martirio di San Vincenzo, seguite dalle immagini struggenti delle terribili lacerazioni, mutilazioni e macerie causate dal bombardamento, evocatrici di terribili distruzioni e perdite di monumenti e di vite umane che i quotidiani del tempo non potevano fare a meno di documentare: seguono però anche le immagini della ricostruzione che si concluse non senza difficoltà, come si legge nei documenti d´archivio, dieci anni dopo, nel 1954 con la solenne riapertura della chiesa.