Attivitā proprie
Venezia 1905 - 1940 - La pittura a Venezia dagli anni di Ca´ Pesaro alla Nuova Oggettività (2000)
Modena, Palazzo Montecuccoli
Anno di delibera: 2000
Anno di delibera: 2000
La Fondazione Cassa di Risparmio di Modena presenta nella sua sede di via Emilia Centro n. 283 a Modena una mostra dedicata alla pittura veneta del Novecento dagli anni di Ca´ Pesaro fino al 1940.
l´esposizione realizzata in collaborazione con la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia e curata dal suo presidente Luca Massimo Barbero, nasce come continuazione ed approfondimento della mostra dedicata ad Umberto Moggioli ed agli altri maestri di Ca´ Pesaro, allestita tra dicembre ´96 e gennaio ´97 presso la Fondazione stessa ed anche come completamento della mostra realizzata dalla Fondazione Bevilacqua La Masa in occasione del proprio centenario. Ripercorre per emblemi uno dei periodi più stimolanti della stagione artistica italiana: gli anni compresi tra l´inizio del secolo e lo scoppio della seconda guerra mondiale e si propone di rappresentare quel fermento artistico, se vogliamo anche un po´ provocatorio per l´epoca, conosciuto come "Gli anni di Ca´ Pesaro".
Nelle intenzioni della mostra è rilevante un indirizzo specifico che, pur attraverso limitati esempi, vuole presentare al pubblico autori che, formatisi nella temperie culturale dei già noti maestri capesarini, hanno avuto, grazie alle mostre collettive della Fondazione Bevilacqua La Masa, un significativo momento di visibilità nel panorama dell´arte italiana. La storia critica più recente va infatti riscoprendo la qualità di alcuni autori che il grande pubblico nazionale ha avuto modo di vedere raramente fuori dal territorio veneto.
Il percorso espositivo si apre con il quadro di Umberto Boccioni, Ritratto di giovane del 1905, forse uno dei ritratti più significativi dell´opera di Boccioni per intensità espressiva e maturità artistica; si prosegue poi con una nutrita rappresentanza di esponenti capesarini: Felice Casorati presente in mostra con due opere Bambina e Testa di bambina del 1909; Guido Marussig con Porta sul rio e Notturno del 1907, Gino Rossi con Barene a Burano, Pio Semeghini con Il Ritratto della Signora Minassian e poi Vittorio Zecchin, Luigi De Giudici, Nino Springolo e Arturo Martini con due importanti sculture: Pomona e Cavalla che allatta, fino a una delle opere più rappresentative di Mario Cavaglieri, Ragazza in nero con ortensia del 1920 che decisamente anticipa nuove forme espressive.
l´itinerario si sviluppa poi approfondendo un percorso che ricorda un importante momento di definizione artistica legato al nuovo realismo e alla nuova oggettività che, a cavallo tra gli anni ´20 e ´30 vede affermarsi artisti quali: Juti Ravenna, Fioravante Seibezzi, dei quali si presentano opere che connotano un particolare momento pittorico veneto.
Tra gli altri artisti sarà presente in mostra con tre importanti opere: Venezia: sole di mattina, l´Alzana del 1926 e Il broncio del 1928 il rappresentante forse più noto del nuovo realismo veneziano; Cagnaccio di San Pietro; segue poi il maestro del realismo italiano legato al territorio della regione: Ubaldo Oppi con il capolavoro I Chirurghi, che grazie all´interessamento della Direzione dei Civici Musei di Vicenza viene esposto al pubblico dopo una lunga assenza simboleggiando anche in mostra la necessità di ricoprire l´intero lavoro di questo importante artista.
Un omaggio particolare è dedicato poi a due maestri legati indissolubilmente all´immaginario collettivo della città lagunare: Virgilio Guidi presente in mostra con due importanti dipinti: Canale della Giudecca del 1928 e Nudo di donna grande del 1930 e Filippo De Pisis la cui storia si intreccia con i luoghi della Fondazione Bevilacqua fin dagli anni trenta con la presenza a Palazzo Carminati per giungere alle innumerevoli partecipazioni alle varie Collettive istituzionali protrattesi fino ai primissimi anni cinquanta, del quale vengono esposte due importanti opere del 1940: Ritratto di Rico e Foglia nella tempesta.
I quadri provengono da prestigiosi musei italiani e importanti collezioni private e a questo proposito il curatore, coadiuvato dal comitato scientifico ha cercato di concentrare le scelte verso i nomi e le opere che in qualche modo hanno rappresentato il contributo italiano, e Veneto in particolare, al grande mutamento artistico che in quegli anni si stava realizzando in Europa.
La mostra si completa con un omaggio intitolato a Pio Semeghini modenese, curata da Daniele Giovanardi in collaborazione con il Centro Studi "L.A. Muratori" in via Castel Maraldo, 19/C, come per sancire un ideale gemellaggio tra le due città di Venezia e Modena, la mostra è intesa come un importante monografica di circa 24 significative opere del Maestro che si confronteranno e verranno messe in relazione con altri esempi di amici e colleghi di Semeghini, rappresentati da opere straordinarie fra le quali una grande Burano del 1912 di Gino Rossi, una Torcello di Sera di Umberto Moggioli e scorci lagunari di Mario Vellani Marchi.
Nella stessa sede, con opere di piccolo formato, quasi a simboleggiare una continuità nella tradizione, verranno esposte le opere dei giovani artisti che attualmente usufruiscono degli studi di Palazzo Carminati, sede storica della Fondazione Bevilacqua La Masa. Gli artisti: Paolo Angelosanto (nato a Saint Denis in Francia il 14 giugno 1972), Francesco Candeloro (nato a Mestre i 25 febbraio 1974), Isabella Doro (nata a Vicenza il 27 gennaio 1974), Igor Eskinja (nato a Fiume in Croazia il 7 dicembre 1975), Gianfranco Grosso (nato a Cosenza il 30 agosto 1972), Simone Lucietti (nato a Bassano del Grappa il 30 luglio 1969) e Isabella Pigaiani (nata a Vicenza il 12 settembre 1974) sono i rappresentanti di un nuovo modo di concepire e operare nel contemporaneo; la sigla delle loro opere in modo provocatorio rappresenterà la nuova linea poetica e creativa dell´arte. Gli artisti si confrontano e si svelano come segnale di continuità tra la tradizione e il rinnovamento.
l´esposizione realizzata in collaborazione con la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia e curata dal suo presidente Luca Massimo Barbero, nasce come continuazione ed approfondimento della mostra dedicata ad Umberto Moggioli ed agli altri maestri di Ca´ Pesaro, allestita tra dicembre ´96 e gennaio ´97 presso la Fondazione stessa ed anche come completamento della mostra realizzata dalla Fondazione Bevilacqua La Masa in occasione del proprio centenario. Ripercorre per emblemi uno dei periodi più stimolanti della stagione artistica italiana: gli anni compresi tra l´inizio del secolo e lo scoppio della seconda guerra mondiale e si propone di rappresentare quel fermento artistico, se vogliamo anche un po´ provocatorio per l´epoca, conosciuto come "Gli anni di Ca´ Pesaro".
Nelle intenzioni della mostra è rilevante un indirizzo specifico che, pur attraverso limitati esempi, vuole presentare al pubblico autori che, formatisi nella temperie culturale dei già noti maestri capesarini, hanno avuto, grazie alle mostre collettive della Fondazione Bevilacqua La Masa, un significativo momento di visibilità nel panorama dell´arte italiana. La storia critica più recente va infatti riscoprendo la qualità di alcuni autori che il grande pubblico nazionale ha avuto modo di vedere raramente fuori dal territorio veneto.
Il percorso espositivo si apre con il quadro di Umberto Boccioni, Ritratto di giovane del 1905, forse uno dei ritratti più significativi dell´opera di Boccioni per intensità espressiva e maturità artistica; si prosegue poi con una nutrita rappresentanza di esponenti capesarini: Felice Casorati presente in mostra con due opere Bambina e Testa di bambina del 1909; Guido Marussig con Porta sul rio e Notturno del 1907, Gino Rossi con Barene a Burano, Pio Semeghini con Il Ritratto della Signora Minassian e poi Vittorio Zecchin, Luigi De Giudici, Nino Springolo e Arturo Martini con due importanti sculture: Pomona e Cavalla che allatta, fino a una delle opere più rappresentative di Mario Cavaglieri, Ragazza in nero con ortensia del 1920 che decisamente anticipa nuove forme espressive.
l´itinerario si sviluppa poi approfondendo un percorso che ricorda un importante momento di definizione artistica legato al nuovo realismo e alla nuova oggettività che, a cavallo tra gli anni ´20 e ´30 vede affermarsi artisti quali: Juti Ravenna, Fioravante Seibezzi, dei quali si presentano opere che connotano un particolare momento pittorico veneto.
Tra gli altri artisti sarà presente in mostra con tre importanti opere: Venezia: sole di mattina, l´Alzana del 1926 e Il broncio del 1928 il rappresentante forse più noto del nuovo realismo veneziano; Cagnaccio di San Pietro; segue poi il maestro del realismo italiano legato al territorio della regione: Ubaldo Oppi con il capolavoro I Chirurghi, che grazie all´interessamento della Direzione dei Civici Musei di Vicenza viene esposto al pubblico dopo una lunga assenza simboleggiando anche in mostra la necessità di ricoprire l´intero lavoro di questo importante artista.
Un omaggio particolare è dedicato poi a due maestri legati indissolubilmente all´immaginario collettivo della città lagunare: Virgilio Guidi presente in mostra con due importanti dipinti: Canale della Giudecca del 1928 e Nudo di donna grande del 1930 e Filippo De Pisis la cui storia si intreccia con i luoghi della Fondazione Bevilacqua fin dagli anni trenta con la presenza a Palazzo Carminati per giungere alle innumerevoli partecipazioni alle varie Collettive istituzionali protrattesi fino ai primissimi anni cinquanta, del quale vengono esposte due importanti opere del 1940: Ritratto di Rico e Foglia nella tempesta.
I quadri provengono da prestigiosi musei italiani e importanti collezioni private e a questo proposito il curatore, coadiuvato dal comitato scientifico ha cercato di concentrare le scelte verso i nomi e le opere che in qualche modo hanno rappresentato il contributo italiano, e Veneto in particolare, al grande mutamento artistico che in quegli anni si stava realizzando in Europa.
La mostra si completa con un omaggio intitolato a Pio Semeghini modenese, curata da Daniele Giovanardi in collaborazione con il Centro Studi "L.A. Muratori" in via Castel Maraldo, 19/C, come per sancire un ideale gemellaggio tra le due città di Venezia e Modena, la mostra è intesa come un importante monografica di circa 24 significative opere del Maestro che si confronteranno e verranno messe in relazione con altri esempi di amici e colleghi di Semeghini, rappresentati da opere straordinarie fra le quali una grande Burano del 1912 di Gino Rossi, una Torcello di Sera di Umberto Moggioli e scorci lagunari di Mario Vellani Marchi.
Nella stessa sede, con opere di piccolo formato, quasi a simboleggiare una continuità nella tradizione, verranno esposte le opere dei giovani artisti che attualmente usufruiscono degli studi di Palazzo Carminati, sede storica della Fondazione Bevilacqua La Masa. Gli artisti: Paolo Angelosanto (nato a Saint Denis in Francia il 14 giugno 1972), Francesco Candeloro (nato a Mestre i 25 febbraio 1974), Isabella Doro (nata a Vicenza il 27 gennaio 1974), Igor Eskinja (nato a Fiume in Croazia il 7 dicembre 1975), Gianfranco Grosso (nato a Cosenza il 30 agosto 1972), Simone Lucietti (nato a Bassano del Grappa il 30 luglio 1969) e Isabella Pigaiani (nata a Vicenza il 12 settembre 1974) sono i rappresentanti di un nuovo modo di concepire e operare nel contemporaneo; la sigla delle loro opere in modo provocatorio rappresenterà la nuova linea poetica e creativa dell´arte. Gli artisti si confrontano e si svelano come segnale di continuità tra la tradizione e il rinnovamento.





